In diversi casi possono contribuire a ridurre la spesa che il cittadino sostiene direttamente per i farmaci dui cui ha bisogno. E' il caso, per esempio, dei contraccettivi ormonali, che il Servizio sanitario non copre per l'indicazione del controllo delle nascite ma soltanto se impiegati per il trattamento di alcune patologie dell'apparato genitale femminilie. In Francia la pillola contraccettiva generica è entrata in commercio nel 2002: in soli 4 anni i trend di consumo si sono invertiti, a sfavore dei prodotti di marca, tanto che gli anticoncezionali generici rappresentano oggi quasi l'80%, in volume, delle vendite di categoria. In Italia sono 13,7 milioni le donne in età fertile: circa il 20% di queste spende 165 milioni di Euro l'anno per la contraccezione orale. Questa spesa, però, potrebbe ora ridursi con l'arrivo in Italia delle versioni generiche dei contraccettivi orali a basso dosaggio, quelli più utilizzati negli ultimi 10 anni, con un costo però inferiore di circa il 40% rispetto ai farmaci di marca. Considerando le principali pillole, con un profilo farmacologico in linea a quello dell'equivalente, il costo per singola confezione supera sempre i 10 Euro. Il risparmio sarebbe a immediato beneficio delle donne, trattandosi di farmaci di fascia C. Calcolatrice alla mano, in un anno si potrebbero risparmiare dai 53 Euro in su, cioè almeno altre 8 confezioni di contraccettivo.
(Milano, 6 marzo 2007)