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I vantaggi: risparmio e sicurezza

Il vantaggio dell'utilizzo del farmaco equivalente sta nel risparmio economico e nella sicurezza per il paziente di utilizzare gli stessi principi attivi sicuri ed efficaci cui è abituato. Il farmaco equivalente costa meno rispetto all'originatore perché sono stati recuperati, durante il periodo di monopolio concesso dal brevetto, gli investimenti fatti in ricerca. L'azienda che mette in commercio un medicinale equivalente, invece, è esentata dalla dimostrazione dell'efficacia terapeutica in quanto, se il principio attivo raggiunge nel sangue gli stessi livelli ottenuti dal medicinale originatore (se è cioè bioequivalente a questo), presenta anche la stessa efficacia terapeutica. Dimostrare la bioequivalenza rispetto a un farmaco di efficacia e sicurezza note richiede tempi e costi molto minori, per cui il farmaco equivalente può essere posto in commercio a un prezzo inferiore. Il risparmio economico è compreso tra il 20 e il 50% rispetto alla specialità da cui deriva.

Questo vantaggio ricade anche sulla collettività perché si traduce in un migliore utilizzo delle risorse. Risparmiando sulla spesa per alcuni gruppi di farmaci, il SSN può reinvestire in migliori servizi erogati a tutta la popolazione. Il risparmio, inoltre, è direttamente percepito dal cittadino quando acquista il farmaco generico a proprio carico. Nel caso di medicinali per i quali è scaduto il brevetto ed esistano già in commercio generici corrispondenti, il Servizio Sanitario Nazionale rimborsa la specialità medicinale di riferimento solo per un importo pari al prezzo più basso del medicinale equivalente in commercio; la legge stabilisce inoltre che il farmacista deve informare il cittadino sulla possibilità di sostituire il medicinale prescritto dal medico con l'equivalente corrispondente, qualora disponibile in commercio, e prevede la facoltà per lo stesso farmacista di sostituire il medicinale prescritto dal medico con l'equivalente corrispondente. Tale facoltà del farmacista viene meno solo nel caso in cui il medico apponga sulla ricetta l'indicazione "non sostituibile". Il cittadino è libero di non accettare la proposta di sostituzione effettuata dal farmacista: in tal caso la differenza di prezzo sarà a suo carico.

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