Prosegue anche ad aprile il calo di spesa già fatto registrare negli ultimi mesi del 2006 e nei primi tre mesi del 2007 (gennaio: -6,7% rispetto a gennaio 2006; febbraio: -8,5% rispetto a febbraio 2006; marzo -10% rispetto a marzo 2006).
Complessivamente la spesa farmaceutica netta SSN nel primo quadrimestre del 2007 è diminuita del -8,2%, attestandosi su 3.950 milioni di euro, pari a 68,24 euro per ciascun cittadino italiano.
L'andamento decrescente della spesa nel mese di aprile, che è in linea con quello dei primi tre mesi dell'anno e sembra proseguire anche a maggio, come dimostrano i primissimi dati disponibili, rafforza l'ipotesi che la spesa farmaceutica nel 2007 possa rientrare nel tetto del 13% della spesa sanitaria complessiva.
È significativo il fatto che il netto calo di spesa continui a verificarsi nonostante i prezzi di numerosi farmaci, anche ad alto volume di prescrizioni, dal 1° marzo 2007, siano tornati sui livelli, più alti degli attuali, del 30 settembre
Nel mese di aprile
A fronte di questo dato, è evidente come il calo di spesa nel quadrimestre sia dovuto alla riduzione del valore medio di ciascuna ricetta (-12,2%), a seguito degli interventi sui prezzi dei medicinali varati dall'Agenzia del Farmaco (taglio selettivo dei prezzi dei farmaci a maggior impatto sulla spesa, in vigore dal 15 luglio 2006, e ulteriore taglio generalizzato del 5% dei prezzi di tutti i medicinali, in vigore dal 1° ottobre 2006), ma anche degli interventi di contenimento varati dalle Regioni.
Basti pensare che l'estensione del rimborso di riferimento alla categoria degli inibitori di pompa protonica, applicata da alcune Regioni (quali Puglia, Abruzzo, Sardegna, Liguria, Calabria, Campania, vedi tabella 1), ha determinato un calo complessivo della spesa relativa a questa categoria di farmacia del -12,7% a livello nazionale, equivalente a una riduzione di un punto percentuale della spesa farmaceutica netta SSN.
Quasi un punto percentuale ha inciso anche l'aumento del peso del ticket a seguito della reintroduzione del ticket in Abruzzo e in Campania dal 1° gennaio 2007 e della rimodulazione del ticket in Sicilia, a partire dal 1° aprile
Nelle Regioni che non applicano ticket (dove i cittadini pagano solo l'eventuale differenza tra prezzo di riferimento e prezzo della specialità medicinale più costosa) le quote di partecipazione incidono tra lo 0,8% e l'1,3% e nelle Regioni con ticket più incisivo tra il 6,7% e il 7,6% sulla spesa lorda.
Il contributo delle farmacie al contenimento della spesa
Le farmacie continuano a dare un rilevante contributo al contenimento della spesa sotto forma di sconto al SSN. Nel primo quadrimestre 2007 le farmacie hanno garantito un risparmio di circa 200 milioni di euro (pari a circa 400 miliardi di lire).
Lo sconto a carico delle farmacie aumenta all'aumentare del prezzo del farmaco, facendo sì che i margini reali della farmacia siano regressivi rispetto al prezzo.
Va ricordato che le farmacie rurali sussidiate e le piccole farmacie a basso fatturato SSN godono di una riduzione dello sconto dovuto al SSN.
La costante diminuzione della spesa negli ultimi mesi, accompagnata da un aumento del numero delle ricette, significa per le farmacie un calo di fatturato a fronte di un incremento di attività e sta provocando uno stato di sofferenza del settore.
L'andamento della spesa a livello regionale
Dalla correlazione, Regione per Regione, dell'andamento della spesa netta e del numero delle ricette nel primo quadrimestre 2007 rispetto allo stesso periodo del 2006, si evidenzia un calo di spesa generalizzato in tutte le Regioni, con l'eccezione del Molise, dove, però, l'aumento di spesa è minimo. Generalizzato anche l'aumento del numero delle ricette, con l'esclusione della Campania (-2,1%), dove da gennaio è in vigore un ticket per confezione che ha evidentemente prodotto un effetto calmieratore. Un effetto analogo è stato prodotto dal ticket anche in Abruzzo, dove il numero delle ricette è aumentato solo dello 0,8%.
I ritardi nei pagamenti alle farmacie
Le farmacie di alcune Regioni del centro-sud continuano a subire da parte delle ASL consistenti ritardi nei pagamenti degli importi dovuti per i farmaci erogati ai cittadini.
I ritardi più pesanti si verificano, in particolare, in Sicilia, in Calabria e in Campania.
(Federfarma.it Spesa e consumi farmaceutici SSN)