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La delibera molecolare della Campania

Continua a far discutere la delibera della Campania sulle prescrizioni.
La norma varata in piena estate prevedeva, inizialmente in via sperimentale, l'obbligo per i medici convenzionati con il Servizio sanitario nazionale di prescrivere solo il principio attivo dei farmaci, nei casi in cui la specialità non sia più protetta da brevetto o da certificato complementare.

La delibera, sospesa all'indomani dell'entrata in vigore per le proteste soprattutto da parte dei medici, è stata al centro di un incontro a Napoli, il 1° ottobre, fra l'assessore alla Salute della Campania, Angelo Montemarano, rappresentanti di pediatri e medici di famiglia, dei farmacisti, di Farmindustria e dell'Osservatorio della Terza età-Ageing Society, che  all'unanimità si sono detti "contrari alla misura", una delle tante adottate della Campania per sanare il deficit in sanità. 

Secondo Daniel Lapeyre, vicepresidente di Farmindustria, la delibera adottata in Campania nell'ambito del piano di rientro dal deficit, "non ha invece alcun razionale economico, perché sui farmaci con brevetto scaduto esiste già l'obbligo da parte del farmacista di proporre una sostituzione con il generico, meno caro, lasciando però la possibilità al paziente di acquistare il medicinale di marca pagando la differenza, dunque a costo zero per lo Stato". "Si tratterebbe di un precedente negativo sia per la Campania che per l'Italia, ma anche a livello europeo" ha aggiunto Lapeyre.

Dunque, "di fronte alla contrarietà di medici, farmacisti, industria e associazioni di  pazienti" l'assessore Montemarano ha preso un impegno "di rivedere la vicenda. Ora aspettiamo atti concreti".
In assenza di una nuova delibera che annulli la precedente, questa entrerebbe in vigore il 15 novembre. "In questo caso - ha concluso Lapeyre - l'industria è  pronta a contrastarla con ogni mezzo, anche sul piano giuridico". 
(4 ottobre 2007)

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