Le aziende titolari dei brevetti originali non accettano volentieri di veder distribuiti ad altri i propri introiti e così si sono variamente attrezzate per aggirare il problema.
Più o meno legalmente.
Una prima contromossa riguarda il numero di brevetti: fino a 10 anni fa un farmaco era coperto da non più di due certificati, oggi un nuovo medicinale ne ha in dote almeno 10.
Meno trasparente, ma altrettanto efficace, la pratica di riformulare i farmaci di successo, modificando la via di somministrazione o la durata d'azione, prima che scada il brevetto originario. In questo modo ci si aggiudica un nuovo certificato e si prospetta al paziente di passare ad una versione "moderna" dello stesso farmaco che assume da tempo.
In extremis, poi, può accadere che la stessa azienda che ha perso la copertura brevettuale decida di lanciare un "generico autorizzato" in competizione e contestualmente (perché proprietaria dei diritti di produzione) con gli altri produttori. A questo punto tanto vale accordarsi: il produttore di generici rinuncia ai suoi 180 giorni di esclusività (che tanto sarebbero compromessi) e rimanda la commercializzazione del farmaco equivalente dietro pagamento di una sorta di indennizzo da parte dell'azienda titolare del brevetto in scadenza. Si tratta di un comportamento in violazione della libera concorrenza, condannato dalla Federal Trade Commission (FTC) e dalle assicurazioni sanitarie, talora avvallato nei processi d'appello, ora in attesa della definitiva pronuncia della Corte Suprema.
Peraltro la competizione per il fatturato è viva anche tra gli stessi produttori di generici che, a volte, trovano il modo di siglare accordi d'esclusiva con i produttori dei principi attivi. In questo modo ostacolano l'approvvigionamento dei rivali e possono fissare il prezzo a loro piacimento. Questo comportamento viola la legge antitrust e, infatti, è stato sanzionato dalla FTC che ora controlla da vicino la condotta dei produttori.
Per ora sembra che i benefici prodotti dalla concorrenza abbiano prevalso su alcuni comportamenti di confine, in ogni caso il Congresso probabilmente cercherà di modificare la legge in modo da limitare sia le dispute giudiziarie sia le possibilità di accordi sottobanco.
(Richard G. Frank. The Ongoing Regulation of Generic Drugs. N Engl J Med 2007; 357: