Più spazio ai generici nel mercato USA
La Wolters Kluwer Health, società americana di informazione e analisi per il settore salute, pubblica la sua analisi annuale, Pharma Insight 2009, tratteggiando un quadro interessante per il mercato dei generici. Mercato che, secondo gli analisti, continua a guadagnare spazi a danno dei "branded", tanto da raggiungere il 60% del totale delle prescrizioni compilate negli Stati Uniti nel corso dello scorso anno. Il dato, inoltre, aumenta ulteriormente se si considerano i soli farmaci da assumere per via orale. Secondo lo studio, a fronte di un totale di 2,4 miliardi di prescrizioni per generici, quelle per i farmaci di marca sono state invece 1,4 miliardi, arrivando a creare un divario senza precedenti tra le due classi. La parità di prescrizioni tra generici e branded risale al 2005, anno a partire dal quale i primi hanno continuato a crescere con uno slancio che ha raggiunto il +12% annuo, a fronte di una lenta decrescita dei secondi.
"Siamo vicini al momento, quasi certamente entro la fine del 2009, in cui ogni tre prescrizioni, due saranno destinate a farmaci generici" riassumono dalla Wolters Kluwer Health. "Questo trend tenderà a diventare ancora più evidente con il passare del tempo, visto che ci sono molti 'campioni di incassi' di aree terapeutiche primarie, ad esempio gli ipocolesterolemizzanti, che nel giro di tre anni vedranno scadere i loro brevetti. Il volume dei generici disponibili aumenterà proprio mentre ci saranno pochi nuovi blockbuster in pipeline a sostituirli".
L'analisi elenca poi le cause che possono contribuire alla crescita costante delle prescrizioni di generici negli Stati Uniti. Tra le principali, l'educazione del paziente e il cambiamento delle sue abitudini per avvicinarlo al generico. Strategie che hanno funzionato, come documenta un'indagine condotta in 11 Paesi del mondo dall'agenzia pubblicitaria Ddb Worldwide e intitolata "Health is the New Wealth". Dall'indagine emerge che il 70% dei consumatori preferisce assumere un medicinale in circolazione da tempo e il 54% sceglie i generici piuttosto che i griffati, non solo per motivi economici, ma legati anche alla permanenza in commercio rispetto ai nuovi arrivati. Ma anche lo scenario economico riveste un ruolo non secondario nella scelta del consumatore, al momento dell'acquisto. "Il tasso di disoccupazione in costante aumento e l'alto numero di persone non più in grado di mantenere una copertura assicurativa sono fattori che incoraggiano i pazienti a cercare nuove strade per tagliare i costi", ricorda la Wolters Kluwer Health.