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Il ritardo dei generici costa

"Le aziende che detengono i brevetti originali cercano attivamente di rimandare l'entrata dei farmaci generici nel mercato": a ribadirlo con energia è Neelie Kroes, commissario antitrust della UE. Un atteggiamento che ha un costo per i consumatori europei pari, secondo le stime comunitarie, a tre miliardi di euro in sette anni, corrispondenti a un aumento della spesa farmaceutica del 20%. Ecco perché, sottolinea la Kroes, Bruxelles "intende intensificare il controllo sugli accordi industriali". E i numeri parlano chiaro: su un campione di medicinali che in 17 Stati membri hanno perso l'esclusiva fra il 2000 e il 2007 è stato riscontrato che i cittadini hanno dovuto aspettare più di sette mesi dopo lo scadere del brevetto per poter aver accesso a medicinali generici meno costosi. Un fatto da non sottovalutare visto che tali prodotti "sono in media" - rileva la Commissione - "il 40% più a buon prezzo (a due anni dall'immissione sul mercato) rispetto ai medicinali da cui hanno origine". La proposta della Kroes è di creare un brevetto comunitario e un sistema unico specializzato di risoluzione delle controversie a proposito del copyright, anche per ridurre gli oneri amministrativi e le incertezze per le imprese.

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