Equivalenti per contenere la spesa ospedaliera
Il Governo, attraverso l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), presti "una particolare attenzione alle politiche sul prezzo dei farmaci ospedalieri". È l'appello lanciato dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, al viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, all'università degli Studi di Milano-Bicocca in apertura del terzo Congresso internazionale "La vita dei farmaci: prospettive scientifiche e analisi interdisciplinare di un prodotto in trasformazione". "L'appropriatezza della prescrizione e dell'uso dei farmaci rappresenta un ambito in cui la politica sanitaria regionale è fortemente impegnata", evidenzia il governatore. Un fatto confermato dal testo della delibera della Regione Lombardia del 30-3-2009 in materia di promozione della prescrizione dei farmaci equivalenti dove, alla voce "Promozione dell'appropriatezza prescrittiva e della continuità terapeutica ospedale-territorio", insieme ad altri punti, si sottolineano tra gli obiettivi prioritari delle direzioni aziendali ospedaliere e ASL per l'anno 2009 le seguenti iniziative:
- promozione della prescrizione dei farmaci equivalenti anche nei prontuari ospedalieri;
- condivisione tra AO/Fondazioni e ASL di prontuari aggiornati alla dimissione in cui saranno valutate le iniziative aziendali tese a diffondere tra gli operatori sanitari l'uso e la prescrizione alla dimissione dei farmaci equivalenti.
Il presidente Formigoni ricorda poi che "
la Lombardia è la prima regione in Italia per presenza di industria farmaceutica e biotech e la seconda regione chimico-farmaceutica d'Europa". Anche sul tema farmaci "ci stiamo confrontando a livello internazionale. Sono oltre 110 gli accordi, le intese e i protocolli che abbiamo sottoscritto con altrettante nazioni". Con una sensibilità speciale verso il nodo della disponibilità di medicinali nei Paesi in via di sviluppo, conclude.
Le parole del presidente Formigoni trovano l'approvazione di Assogenerici. "È un contributo importante quello di Roberto Formigoni, visto che da sempre
la Lombardia vanta un Servizio sanitario economicamente virtuoso che offre prestazioni di altissimo livello. Razionalizzare la spesa per destinare le maggiori risorse ai farmaci innovativi significa, però, dare un ruolo centrale ai farmaci equivalenti ospedalieri", commenta
Francesco Colantuoni, vicepresidente di Assogenerici. E per far sì che gli equivalenti esercitino tutto il loro effetto sul contenimento della spesa ospedaliera, sono necessarie alcune condizioni, da sempre chieste da Assogenerici. La prima è che il medicinale generico di classe H acceda immediatamente al mercato a conclusione dell'iter di valutazione del dossier registrativo, eliminando ritardi ingiustificabili che hanno il solo effetto di aggravare la spesa del Servizio sanitario. La seconda condizione è che nei bandi di gara indetti per le forniture agli ospedali sia sempre inserita la clausola di rinegoziazione "pura" dell'offerta al lancio del medicinale generico.
C'è poi un altro capitolo toccato dal presidente Formigoni, la necessità di garantire i farmaci innovativi ad alto costo e in particolare farmaci biologici (oncologici, antireumatici). Già oggi questi farmaci rappresentano il 40% della spesa, pur essendo soltanto il 20% dei medicinali in commercio. "Ma questo dato è destinato ad aumentare in misura esponenziale con l'arrivo di nuove molecole. In questo ambito, prevedere l'impiego dei biosimilari quale alternativa ai farmaci di riferimento a brevetto scaduto significa ampliare le risorse destinate ai prodotti innovativi e allargarne l'impiego". I biosimilari non sono generici, ma farmaci che hanno dovuto dimostrare pari efficacia terapeutica e uguale profilo di sicurezza dei farmaci originatori, ripercorrendo tra le tappe dell'iter di approvazione anche test clinici. Non prestano dunque il fianco alle polemiche speciose sulla bioequivalenza e sulla sostituibilità. "La normativa europea sui biosimilari è esemplare per chiarezza e precisione" - conclude Colantuoni - "e permette di partire con il piede giusto, evitando gli errori che sono stati fatti ai danni degli equivalenti. Perdere quest'occasione significherebbe rinunciare a curare di più e meglio".