La manovra è imperfetta e va rivista soprattutto per quel che concerne il fondamentale capitolo della Sanità pubblica. Questo è certo. Come certa è la disponibilità del Governo a ridiscuterla e a modificarne alcuni dettagli, ma senza lasciare spazio a concessioni di natura economica tali da incidere sul saldo globale. «Non ci saranno tagli» ha ribadito fin dall'inizio, a più riprese il ministro della Salute Ferruccio Fazio, quando sono poi, però, sotto gli occhi di tutti le ripercussioni che le soluzioni proposte dalla Finanziaria per contenere la spesa avranno sulle entrate e il turn over del personale sanitario, sui guadagni di farmacie e industrie farmaceutiche, sulle quote aggiuntive che i cittadini dovranno sborsare per il co-payment dei medicinali non totalmente rimborsati, ancorché essenziali.
Proprio quello della spesa farmaceutica, peraltro in costante calo da oltre 18 mesi grazie alle norme già varate negli anni scorsi e a un più consistente ricorso ai medicinali equivalenti, è uno dei capitoli che stanno suscitando i più consistenti malumori tra le parti in causa. Malumori in parte sedati dal recente annuncio del ministro Fazio di un emendamento indirizzato a eliminare le "gare AIFA" che avrebbero dovuto essere indette, in base al testo originale, per individuare i quattro generici di riferimento per principio attivo e stabilire il prezzo di ciascuna specialità, mettendo a rischio la competitività delle aziende produttrici di generici e la loro presenza in Italia. Le nuove contromisure previste, in sostituzione, si sintetizzano in una generale diminuzione dei prezzi e in azioni tese ad aumentare i volumi di vendita. «Credo che la posizione di Farmindustria sia corretta» ha affermato Fazio, in occasione del suo intervento all'assemblea pubblica dell'associazione degli industriali del farmaco. «Personalmente, sono impegnato per fare in modo di recepirla e sostituire nella manovra, in fase emendativa, il principio delle gare con la riduzione progressiva del prezzo dei generici e, soprattutto, con un aumento dei volumi. Per il mercato dei generici, in Italia, il problema fondamentale sono i volumi più bassi della media europea, anche se le quote di vendita sono aumentate dall'1 all'8% dal 2001 a oggi. I prezzi, invece, sono sopra la media europea del 20-25%».
«Dobbiamo in qualsiasi modo eliminare il meccanismo della gare "al ribasso" contenuto nella manovra per stabilire i quattro farmaci generici rimborsabili per ogni principio attivo» ha sottolineato, a commento, Giorgio Foresti, presidente di AssoGenerici. «E se all'alternativa del progressivo taglio dei prezzi sugli equivalenti annunciata dal ministro Fazio si affiancheranno provvedimenti per aumentare i volumi di vendita di questi prodotti, allora siamo d'accordo». Positiva l'accoglienza dell'emendamento anche da parte dei vertici AIFA e del presidente di Farmindustria, Sergio Dompé.
Resta la necessità di incentivare i medici a prescrivere i generici più spesso e i farmacisti a proporli attivamente, educando alla conoscenza e all'uso e aumentando la confidenza generale da parte dei pazienti. Una piccola parte dei proventi della manovra dovrebbe servire anche a questo.