Di tutte le iniziative adottate Oltralpe negli ultimi anni per ridurre la spesa sanitaria, è lo stimolo allo sviluppo del mercato dei generici ad aver assicurato il maggior risparmio. E con un netto scarto positivo rispetto ad altre misure di contenimento. A quantificare il vantaggio e a tradurlo in euro è uno studio effettuato dall'IRDES - Institut de recherche et de documentation en économie de la santé di Parigi (Sermet C et al. Appl Health Econ Health Policy, 2010; 8:7-24. doi: 10.2165/11313900-000000000-00000).
In particolare, l'analisi ha rilevato che: scoraggiando le prescrizioni di antibiotici e antibatterici non necessari si è tagliata la spesa farmaceutica di circa 27 milioni di euro all'anno; non rimborsando i medicinali non adeguatamente efficaci di altri 450 milioni; spingendo sugli sconti da parte delle case farmaceutiche se ne sono potuti recuperare ben 670 milioni. Ma il solo potenziamento dei volumi prescrittivi e di vendita delle specialità non branded ha permesso al sistema sanitario francese di tenere in cassa la considerevole cifra di 1 miliardo di euro all'anno nel periodo 2003-2007.
Un risparmio sostanziale che, peraltro, si ritiene possa essere ulteriormente aumentato di almeno il 50% (portandolo a 1,5 miliardi di euro all'anno) promuovendo con maggior convinzione prescrizioni e impiego delle versioni generiche di tutti i farmaci a brevetto scaduto e, soprattutto, di principi attivi di largo consumo come inibitori della pompa protonica, statine e Ace-inibitori, (questi ultimi da proporre in alternativa agli inibitori del recettore dell'angiotensina II (ARB).
Sul come fare, le strade da seguire secondo gli Autori sono almeno tre: ridurre ulteriormente il prezzo dei farmaci non branded; individuare politiche tese ad aumentare i volumi di vendita, anche attraverso incentivi a medici e farmacisti; definire criteri più stringenti per riconoscere come "innovativa" e, quindi, brevettabile una nuova specialità. Un esempio di strategia integrata di potenziamento del mercato dei generici che anche l'Italia dovrebbe seguire, anziché limitarsi a puntare soltanto sul primo aspetto, l'unico di fatto espressamente previsto dalla nuova Finanziaria. Nonostante le esplicite dichiarazioni del ministro della Salute Ferruccio Fazio, infatti, al momento la manovra non prevede adeguate misure indirizzate ad aumentare i volumi di vendita né riconoscimenti positivi per prescrittori e promotori attivi in farmacia. Difficile pensare che, mantenendo questa linea, l'Italia possa smettere di essere in coda alla classifica dei consumi europei di farmaci equivalenti, come difficile è trovare argomenti in grado di giustificare la rinuncia a un risparmio non soltanto teorico, ma dimostrato sul campo in Francia come in altri stati dell'Unione.