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Cala l'innovazione, crescono i generici

Sembrano molti, ma all'atto pratico la situazione cambia poco in termini di reale innovazione farmacologica e vantaggi clinici per i pazienti. Secondo l'analisi riportata sulla rivista bimestrale Dialogo sui farmaci (n.2, maggio 2010), realizzata a cura della Ulss 20 e dell'Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, infatti, dei 293 principi attivi o associazioni (corrispondenti a ben 934 diverse specialità) entrati sul mercato italiano nel corso del 2009, soltanto 36 (pari al 12%) costituiscono un'effettiva novità che va ad arricchire l'armamentario terapeutico a disposizione dei medici sul territorio od ospedalieri. Tutti gli altri sarebbero semplici riproposizioni di molecole già in commercio da tempo, con un aumento dei farmaci copia neo-introdotti pari al 62% rispetto al 2007.
Di positivo c'è che molte (85) di queste "vecchie conoscenze" sono ora disponibili in versione equivalente unbranded e che il numero di molecole non più coperte da brevetto è in aumento. Dai 26 principi attivi "liberati" nel 2007 e la flessione del 2008 (19) si è passati ai 34 del 2009: un trend di crescita che nei prossimi anni non potrà che proseguire grazie alle innumerevoli tutele prossime alla scadenza. Dei nuovi generici disponibili, ben 14 sono indirizzati al trattamento di patologie dell'apparato cardiovascolare, compresa una statina (fluvastatina) e ben otto ACE-inibitori, da soli o associati a diuretico (perindopril, fosinopril, trandolapril, benazepril, perindopril/indapamide, lisinopril/ idroclorotiazide, quinapril/ idroclorotiazide, benazepril/idorclorotiazide).
Nel 2009 sono arrivati sul mercato anche due nuovi biosimilari: epoietina zeta, biosimilare di epoietina alfa, impiegata per il trattamento dell'anemia in pazienti con insufficienza renale cronica o sottoposti a chemioterapia; filgrastrim, immunomodulante utilizzato contro la neutropenia.
Delle nuove molecole o combinazioni realmente innovative disponibili, invece, 24 (67%) sono destinate a patologie da trattare sul territorio in ambito ambulatoriale e non ospedaliero (la metà in classe C) e la maggior parte riguarda l'area diabetologica. Per due associazioni di antidiabetici (vildagiptin/metformina e sitagliptin/metformina), l'Aifa ha attivato l'implementazione di un sistema di controllo sulle prescrizioni, adottato solitamente soltanto per i farmaci ospedalieri. Tale sistema che permette di monitorare, oltre ai tassi prescrittivi, anche gli eventuali effetti avversi durante l'impiego è stato previsto anche per l'inibitore diretto della renina aliskiren, destinato al trattamento dell'ipertensione. I nuovi farmaci d'uso ospedaliero entrati in commercio nel 2009 sono stati 12, pari al 33% del totale.

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