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L'industria del generico conquista la top ten

Nonostante l'ancora tiepida accoglienza riservata ai farmaci equivalenti in molti Paesi del mondo, Italia compresa, nel 2009 per la prima volta un'industria produttrice di generici, l'israeliana Teva già leader del comparto a livello mondiale (market share del mercato farmaci generici 19%), è entrata a pieno titolo e con invidiabile vitalità nella top ten delle big pharma. Grazie a un trend di crescita delle vendite che, tra il 2008 e il 2009, ha raggiunto un +29% (da 9,7 a 12,6 miliardi di dollari, corrispondenti a un aumento di guadagno netto del 21%) e che, supportato dall'impulso che i sistemi sanitari stanno cercando di dare al mercato dei farmaci non branded, si prospetta in ulteriore progressivo incremento nei prossimi anni.
In particolare, secondo le proiezioni effettuate dall'agenzia londinese Evaluate Pharma, le prescrizioni di confezioni Teva a livello mondiale, nel 2016, arriveranno a coprire un volume d'affari di 20,3 miliardi di dollari con un +7% rispetto al 2009. Una prestazione che supera ampiamente quelle delle principali multinazionali del farmaco, per le quali si prevedono, negli stessi sette anni, aumenti di vendite limitati a pochi punti percentuali (+2% per Merck e Johnson& Johnson, +3% per Novartis e Roche, +1% per GlaxoSmithKline, stabilità per Sanofi-Aventis) o, addirittura, involuzioni (-2% per Pfizer, -5% per AstraZeneca). Parallelamente, per Teva la market share nel mercato farmaceutico globale aumenterà di almeno lo 0,7%, passando dal 2,0 al 2,7% (World Preview 2016. Evaluate Pharma, 2010. www.evaluatepharma.com).
Anche uno dei 50 farmaci che si prevede saranno più venduti nel 2016, il glatiramer acetato è Teva: in commercio da oltre 13 anni per il trattamento della sclerosi multipla, nel 2010 con un +1% di prescrizioni rispetto al 2009, si posiziona al 32esimo posto nella classifica mondiale.

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