Gli anniversari, si sa, oltre a sollecitare celebrazioni offrono l'occasione per riesaminare, riflettere, fare bilanci. E sul primo decennio di storia dei farmaci equivalenti in Italia di analisi da operare e considerazione da trarre ce ne sono parecchie. Una mirabile sintesi delle principali tappe dello sviluppo del mercato del generico nel nostro Paese in rapporto al resto dell'Unione Europea, dell'evoluzione dell'impianto legislativo che l'ha reso possibile (a partire dalla legge n. 405/2001) e delle implicazioni economiche per il Servizio Sanitario Nazionale e per i cittadini è contenuta nel libro Farmaco generico, un cammino lungo dieci anni, realizzato da Massimo Cherubini (presidente dell'agenzia Value Relations di Milano), Francesca Giani (giornalista) e Michele Uda (responsabile del Centro Studi Assogenerici), con il patrocinio di Assogenerici e il supporto incondizionato di Teva-ratiopharm.
A tracciare il percorso, non facile, che ha permesso a questi farmaci ormai irrinunciabili per la sostenibilità della spesa farmaceutica di passare dall'1% delle quote di mercato del 2001 al 10% del 2010 sono i massimi protagonisti istituzionali che, capitolo dopo capitolo, in forma di intervista affrontano tutti gli aspetti normativi, farmacoeconomici, di riorganizzazione industriale e di governo della spesa che è stato necessario affrontare, spesso a più riprese, per permettere agli equivalenti di dispiegare le ali. Il volo probabilmente lo spiccheranno a breve, spinti dall'impulso offerto dagli incentivi ministeriali dell'ultimo biennio, e, non meno importante, dell'intensa e costante opera di informazione e comunicazione indirizzata a far conoscere e a promuovere l'impiego dei farmaci generici tra i cittadini, fugando gli iniziali dubbi e sostenendo la fiducia in questi medicinali sicuri ed efficaci al pari delle versioni branded originarie, dalle quali differiscono essenzialmente per il prezzo inferiore.
La strada da percorrere per arrivare a volumi di vendita paragonabili a quelli di altri Paesi europei è ancora lunga, ma il cammino è ormai intrapreso e i recenti segnali di crescita lasciano intravedere un orizzonte roseo. Secondo il 44esimo Rapporto Censis, i medici sono sempre più propensi a prescrivere farmaci equivalenti e i cittadini a utilizzarli. Complici probabilmente anche, ma non solo, le difficoltà economiche dell'ultimo periodo, oltre la metà degli italiani (53,3%) nel 2009 ha intensificato il ricorso ai medicinali non branded, supportati anche da una maggior attenzione su questo fronte da parte del medico di base: nel primo semestre 2010, il 15,3% delle prescrizioni di farmaci etici di fascia A, rimborsati dal SSN, ha riguardato farmaci equivalenti. E la situazione non potrà che migliorare con le numerose scadenze brevettuali previste entro il 2013 e l'ulteriore estensione dell'offerta di medicinali equivalenti in molte aree terapeutiche chiave, come quella cardiovascolare e quella oncologica, e il sempre maggior sviluppo del settore dei biosimilari.
Nell'attesa, la lettura del testo che racchiude l'infanzia dei generici permetterà ai cittadini di comprendere meglio motivazioni, scelte, posizioni e processi che hanno reso possibile l'inizio di questa avventura e agli addetti ai lavori di pianificarne meglio gli sviluppi futuri. Attraverso le voci di Umberto Veronesi e Girolamo Sirchia (ministri della Salute artefici dei primi provvedimenti normativi), dei referenti AIFA, di tutti i principali attori della filiera farmaceutica e dell'industria, dei rappresentanti dei Medici di Medicina Generale e dei farmacisti, fino ad Antonio Catricalà, presidente dell'Antitrust.
Farmaco generico, un cammino lungo dieci anni. I protagonisti si raccontano - M. Cherubini, F. Giani, M. Uda (Il Sole 24 Ore, Milano, 2010)