Si fidano della loro sicurezza ed efficacia e apprezzano il risparmio associato. Sono queste le ragioni che spingono i cittadini finlandesi a scegliere i farmaci generici in luogo di quelli branded ogni volta che ne hanno l'occasione. A dirlo è un sondaggio condotto da ricercatori dell'Università della Finlandia orientale (Kuopio) su oltre 1.800 persone con più di 18 anni (3mila questionari inviati; 62% compilati) allo scopo di valutare il grado di accettazione degli equivalenti da parte della popolazione dopo i primi cinque anni dalla loro introduzione sul mercato, affiancata dall'obbligo per i farmacisti di proporli in alternativa agli analoghi di marca ogniqualvolta il medico non dichiari esplicitamente in ricetta la "non sostuibilità" della specialità prescritta (Medicine Act 80/2003).
In particolare, ad accogliere positivamente gli effetti della riforma che, dall'aprile 2003, ha aperto la strada agli equivalenti sul territorio nazionale è il 70,9% degli intervistati (Heikkilä R et al. Pharmacoepidemiology and drug safety, 2011; 20:185-91). Una percentuale decisamente incoraggiante che non deve, però, far passare in secondo piano quel 26,9% di finlandesi che non riescono ancora a esprimere un giudizio definitivo sulla questione. Poche, comunque, le persone che in qualche occasione hanno rifiutato la sostituzione proposta dal farmacista (16,3%) o che non l'hanno mai accettata (8,6%).
Quali tipologie di pazienti hanno meno fiducia negli equivalenti? Principalmente, gli anziani, le donne e chi assume cronicamente farmaci da prescrizione. È soprattutto a queste fasce di popolazione, quindi, che vanno indirizzati i maggiori sforzi di comunicazione/educazione per consolidare la convinzione che i farmaci generici sono un'opportunità terapeutica preziosa dal punto di vista clinico ed economica per i cittadini e per il sistema sanitario e incentivarne l'impiego.